Berlusconi condannato anche in appello al processo Mediaset

In primo grado il Cavaliere era stato condannato a 4 anni e all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. I giudici nelle motivazioni, contestuali al verdetto, avevano definito l’ex presidente del Consiglio "dominus indiscusso" di una "notevolissima evasione fiscale"

diRedazione Il Fatto Quotidiano| 8 maggio 2013

Commenti (164)

Più informazioni su: Diritti TV, Evasione Fiscale, Frank Agrama, Mediaset, Processo Mediaset,Silvio Berlusconi.

Share on oknotizieShare on printShare on emailMore Sharing Services266

Silvio Berlusconi è stato condannato in secondo grado nelprocesso Mediaset. La corte d’appello di Milano ha confermato integralmente la sentenza di primo grado, che ha inflitto a Berlusconi quattro anni di reclusione (di cui tre coperti da indulto) per frode fiscale. I giudici hanno accolto la richiesta del procuratore generale di Milano, Laura Bertolè Viale.

Sul futuro politico del leader Pdl pesano inoltre le pene accessorie, anche queste confermate, dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e quella dalle cariche societarie per tre. E’ la prima sanzione che l’ex presidente del Consiglio teme maggiormente, perché in caso di conferma inCassazione aprirebbe la questione della decadenza dalla carica di parlamentare.

In primo grado il Cavaliere era stato condannato a quattro anni. Tra le pene accessorie l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e quella dalle cariche societarie per treni. E’ la prima sanzione che l’ex presidente del Consiglio teme maggiormente perché in caso di conferma inCassazione aprirebbe una questione politica e non solo sulla decadenza dalla carica di parlamentare. Anche se tre di quattro cui il Cavaliere è stato condannato sono stati indultati.

Le motivazione dei giudici di primo grado: “Berlusconi dominus indiscusso”. In primo grado i giudici avevano motivato la condanna parlando di “un’evasione fiscale notevolissima” sottolineanche che una catena di intermediari e società schermo avrebbero permesso di gonfiare i costi d’acquisto dei diritti dei film da trasmettere in tv per creare fondi neri. Secondo i magistrati non era “sostenibile che la società abbia subito truffe per oltre un ventennio senza neanche accorgersene” e Berlusconi era il “dominus indiscusso”. Ma non solo i magistrati nelle motivazioni contestuali aveva descritto “un preciso progetto di evasione esplicato in un arco temporale ampio e con modalità sofisticate”.

“Il sistema” dei diritti tv, secondo le toghe di primo gravo, aveva un “duplice fine”: una “imponente evasione fiscale” e la “fuoriuscita” di denaro “a favore di Silvio Berlusconi” che ”rimane al vertice della gestione dei diritti” e del meccanismo fraudolento anche “dopo la discesa in campo”, perché “non c’era un altro soggetto” a gestire il sistema di frode. I giudici avevano richiamato anche un verdetto della Cassazione sul caso Mills, che prosciolse l’avvocato inglese per prescrizione dall’accusa di corruzione in atti giudiziari, ma attribuì al Cavaliere la paternità dei versamenti sui suoi conti: “Il giro dei diritti si inserisce in un ricorso più generale a società off-shore create da Berlusconi affidandosi a fidatissimi collaboratori”. Ma non solo per le toghe il comportamento di Berlusconi, nell’ambito del processo Mediaset sui diritti tv, dimostrava una “naturale capacità a delinquere” per perseguire “il disegno criminoso”. L’ex premier era stato ritenuto l’”ideatore” del sistema fraudolento e “non si può ignorare la produzione di un’immensa disponibilità economica all’estero ai danni dello Stato e di Mediaset che ha consentito la concorrenza sleale ai danni delle altre società del settore”.

Annunci

Nitto Palma eletto presidente Commissione Giustizia

http://www.termometropolitico.it/46521_nitto-palma-eletto-presidente-della-commissione-giustizia.html

Pubblicato il 8 maggio 2013 da Alessandro Genovesi

Alla fine, dopo un tira e molla lungo qualche giorno, la spunta Silvio Berlusconi, che riesce a piazzare un suo fedelissimo a capo della commissione parlamentare a lui più cara, ovvero la Commissione giustizia del Senato.

Il senatore del Popolo della libertà, Francesco Nitto Palma, è stato infatti eletto alla quarta votazione, con 13 preferenze, in ballottaggio con il senatore del Movimento 5 Stelle Michele Giarrusso. L’elezione è stata salutata da un applauso del Pdl.

Il Partito democratico, che nei giorni scorsi aveva duramente contestato la scelta di Berlusconi di designare l’ex guardasigilli, ha infine deciso di votare scheda bianca e si è accontentato di ottenere la vicepresidenza della stessa Commissione giustizia, affidata all’ex magistrato Felice Casson.

Ma chi è Francesco Nitto Palma? Sconosciuto ai più, è stato prima giudice istruttore, e poi procuratore della Repubblica a Roma fino al 1994, anno in cui ha ricoperto il ruolo di vice capo di gabinetto del ministro della giustizia Alfredo Biondi.

La sua carriera politica e parlamentare inizia però successivamente, in occasione delle elezioni politiche del 2001, quando è eletto deputato nelle fila di Forza Italia; in quella legislatura si distingue per essersi fatto promotore di un emendamento finalizzato a reintrodurre l’immunità parlamentare: nello specifico, la norma disponeva che i processi a carico dei parlamentari venissero sospesi fino al termine del loro mandato. A fronte di numerose polemiche, l’emendamento è poi stato ritirato.

Nel 2006 si candida al Senato e conquista uno scranno a Palazzo Madama, riconfermato poi nelle elezioni del 2008, come capolista in Calabria. Ed è proprio nell’ultimo governo Berlusconi che l’ex magistrato comincia ad assumere ruoli più rilevanti: prima è nominato sottosegretario al Ministero dell’Interno e poi, quando l’allora premier sceglie Alfano come nuovo segretario del Pdl (estate del 2011) diventa Ministro della Giustizia. Carica che ricopre fino a Novembre dello stesso anno, quando Berlusconi si dimette.

Il profilo di Nitto Palma è quindi quello di un fine giurista, da sempre organico al berlusconismo. È facile comprendere, dunque, perché il leader del Pdl lo abbia fortissimamente voluto alla testa di una commissione che potrebbe rivelarsi cruciale per il suo stesso destino politico (da Marzo Berlusconi è senatore) vista l’incombente sentenza della Corte d’Appello di Milano per il processo Mediaset.

Tags: commissione giustizia del Senato, Corte d’appello di Milano, deputato con Forza Italia,Francesco Nitto Palma, Ministro della giustizia, partito democratico, PDL, Processo Mediaset, Silvio Berlusconi

By Alex Chiapetto

L’onda del Movimento 5 Stelle travolge la Grecia: nasce Dracma 5 Stelle

http://it.ibtimes.com/articles/48153/20130508/grillo-grecia-movimento-dracma-5-stelle.htm

Di Redazione IBTimes Italia| 08.05.2013 18:38 CEST

Il Movimento 5 Stelle va di moda anche all’estero: questa volta tocca alla Grecia, dove è nato un movimento che si ispira da vicino a quello fondato da Beppe Grillo. L’ispirazione è evidente se si considera che il nome completo di questo embrionale soggetto politico è "Movimento Democratico Greco – Dracma 5 stelle".

Seguici su Facebook

Il programma si basa su 5 posizioni fondamentali, ovvero il rovesciamento del Memorandum d’Intesa fra la Troika e il governo greco (che però sta evitando la dissoluzione istantanea del Paese ellenico), il ritorno alla dracma, lo sviluppo sostenibile, l’unità nazionale e la giustizia sociale.

Il movimento è stato fondato da un ex parlamentare del Partito Socialista Greco (Pasok), Theodoros Katsanevas, ex-genero di Andreas Papandreu, ex-leader del Pasok. Katsanevas ha lasciato la politica nel 2004 per dedicarsi insegnamento, ma ha evidentemente deciso un cambio di rotta. Il programma economico è evidentemente più articolato di quello del Movimento 5 Stelle, anche se pecca di genericità come quello nostrano: ha in comune la posizione relativa ad un referendum sull’Euro, ma propone anche di promuovere un’alleanza con i paesi del Sud Europa che li porterebbe fuori dall’euro. Fra di essi non potrebbero mancare Cipro, Spagna, Portogallo e anche l’Italia, al fine di creare un’area di libero scambio, e quindi la fondazione di una Unione del Sud Europa.

Fra gli altri punti del programma vediamo anche la fine del memorandum d’intesa con la Troikae la Grecia che avrebbe come conseguenza il default del Paese, con conseguente haircut del 70% del medesimo e un’estensione dei pagamenti per la parte rimanente. Dubbi però sul finanziamento di questa spericolata operazione, dato che il Paese non è autosufficiente: Katsanevas punta tutto sul taglio agli sprechi (come fa la Troika?) e sulle riparazioni di guerra (che però verrebbero pagate solo dopo molti anni di negoziazione, semmai dovessero essere pagate).

Altri punti della programma 5 stelle comprendono il controllo del sistema bancario, per evitare la solita speculazione che starebbe distruggendo il paese (forse dimenticando che la Grecia è stata distrutta da anni di corruzione e sprechi ai massimi livelli), il supporto alla produzione greca e alle classi medie e basse attraverso unaredistribuzione più equa della ricchezza nazionale. Immancabile il rinnovamento delle istituzioni, tipico anche del movimento 5 stelle italiano, che dovrebbe allontanare i corrotti, imponendo l’incompatibilità fra uffici diversi e favorendo la meritocrazia.

Il movimento è, al momento, sostenuto da 200 fra economisti, intellettuali e professori, e si inserirebbe in una situazione politica estremamente frammentata, che vede al momento in vantaggio il centrodestra di Nea Demokratia, seguito dalla sinistra radicale di Syriza. Su tutto aleggia l’ombra dell’impetuoso e violento partito neonazista. Il Pasok, un tempo casa di Katsanevas, invece, continua la sua caduta libera ed è probabile che il fuoriuscito voglia tentare di accalappiarne i voti.

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/48153/20130508/grillo-grecia-movimento-dracma-5-stelle.htm#ixzz2SiufWiw6

OGGI HO PARLATO CON LA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

OGGI HO PARLATO CON LA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

Mi ha spiegato che ha trasmesso la lettera (in foto) al collegio dei questori che evidentemente sta valutando la proposta.

Non tornerò più sul tema finché il conto non sarà attivo, c’è ben altro a cui pensare in questo Paese che rispondere alle strumentalizzazioni.

Circa i nostri stipendi tre cose:

1) Sul nostro conto corrente arrivano per intero, come tutti gli altri deputati e senatori (difatti a me sono arrivati circa 20.000 euro netti). Dopodiché, in base al codice di comportamento da noi sottoscritto, rinunciamo a quasi il 70% di questo importo.

2) “RINUNCIARE” non significa altro che fare un bonifico dei soldi eccedenti su un fondo APPOSITO. Siccome sono oltre 350.000 euro al mese a cui rinunciamo, ci guardiamo bene dal gestire noi il fondo (ecco la ragione della lettera in foto).

3) Per chi non lo sapesse, abbiamo chiesto che il trattamento economico dei Parlamentari del Movimento 5 Stelle, diventi NORMA per tutti. Attraverso la RICHIESTA che trovate in questo link (http://www.beppegrillo.it/immagini/PROPOSTA%20RIDUZIONE.pdf), che è già stata attuata in parte (per i doppi incarichi) e su cui aspettiamo l’esito dell’istruttoria dei questori entro fine settimana prossima per la prima parte, ci proponiamo di equiparare il trattamento di un Parlamentare a quello di un italiano medio.
Difatti in questi giorni molti mi chiedono “perché non equiparate lo stipendio di un parlamentare italiano alla media europea?”
Ebbene, se facessimo così allora finirebbe che dobbiamo lasciarlo intatto o addirittura aumentarlo. Infatti l’indennità di un parlamentare italiano è uguale a quella di un parlamentare tedesco: ovviamente però il reddito medio di un cittadino tedesco è quasi il doppio di quello di uno italiano…
Perciò LA NOSTRA SOLUZIONE E’: fatto 100 lo stipendio di un Parlamentare tedesco, si divide per due (ovvero il rapporto approssimativo tra reddito medio tedesco e reddito medio italiano) e otteniamo circa 5000 euro lordi. OVVERO QUANTO GUADAGNEREMO NOI DEL MOVIMENTO 5 STELLE.

QUINDI: aspettiamo l’apertura di questa voce di bilancio per versarci dentro le eccedenze degli stipendi che ad oggi sono già sui nostri conti correnti (è per questo motivo che in rete trovate i cedolini da 18.000 euro).

Stasera vi aggiorno sull’attività parlamentare (leggi interrogazioni ed interpellanze) che ormai è entrata nel vivo.

PROPOSTA RIDUZIONE

Definiresti Giovanni Floris di Ballarò:

– un vero giornalista
– un dipendente assunto dal pdmenoelle alla Rai?
Votate qui: http://goo.gl/vQa2h

 

Beppe Grillo

A.C.