14/01/2014 – CENTRALE A BIOMASSE DI RIVAROLO CANAVESE: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL M5S


Il “Movimento 5 Stelle Rivarolo Canavese” rende noto che, a seguito di un lavoro congiunto con i membri della Commissione Ambiente del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, è stata presentata in data 20 dicembre 2013 un’interrogazione a risposta scritta al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla centrale a biomassa ubicata sul territorio comunale di Rivarolo C.se.

L’interrogazione è stata presentata con la collaborazione del “Comitato Non bruciamoci il Futuro” affinché vengano presi provvedimenti atti a tutelare la salute dei cittadini che, senza aver mai avuto possibilità di esprimersi in merito, stanno subendo fumi e polveri sottili causati dalla combustione giornaliera di ben 200 tonnellate di cippato sulla cui provenienza permangono, ancora tutt’oggi, forti dubbi.

Per il momento pertanto, ringraziando per il lavoro svolto il ns. cittadino portavoce eletto in Piemonte On. BUSTO Mirko, attendiamo la risposta del Ministero dell’Ambiente con l’impegno di informare la popolazione appena ciò avverrà.

M5S Rivarolo C.se

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03017

presentato da

BUSTO Mirko

testo di

Venerdì 20 dicembre 2013, seduta n. 142

BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, SEGONI, TERZONI e ZOLEZZI. —Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

il Comitato «non bruciamoci il futuro», al quale hanno aderito 3.400 cittadini, si è costituito in Rivarolo Canavese in provincia di Torino nel 2012 per far fronte alla realizzazione di una grande centrale a biomassa collocata in mezzo alla città (area ex cotonificio Vallesusa);
la centrale è di proprietà Sipea srl, poi passata nel corso del 2011 al gruppo Cofely/GDF-Suez, l’impianto operante già dal dicembre 2012 ha le seguenti caratteristiche: potenza elettrica 5 MWe; potenza termica in ingresso 30 MWt; camera di combustione di 40 mq; forno a griglia mobile inclinata che raggiunge la temperatura di 1.000oC, alimentato da circa 200 t/giorno di biomasse pari a 65.000 t/anno; la società dichiara che sta utilizzando esclusivamente biomassa legnosa (cippato di legno vergine) proveniente al 70% da filiera corta; agli interroganti risulta che la biomassa legnosa è scarsamente reperibile sul territorio di riferimento e 200 tonnellate/giorno sono una quantità considerevole tanto da porci il dubbio su quale sia la reale natura e provenienza di tutta la biomassa che arriva alla centrale attraverso numerosi e grandi camion, così come riferito dalla cittadinanza;
per l’alimentazione della centrale, Sipea/Cofely dichiara di aver fatto approntare nel comune di Foglizzo un’area di stoccaggio biomasse gestita dalla Tecnogarden Service spa. Poiché il comune di Foglizzo dista circa 15 chilometri in linea d’aria da Rivarolo non vorremmo che con questo escamotage sia concessa alla ditta Sipea srl secondo il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 2 marzo 2010 gli incentivi da filiera corta; la provincia di Torino ha autorizzato nel solo ambito del Canavese (entro 20 chilometri di raggio da Rivarolo) le centrali a biomasse legnose di Cuorgnè, Torre C.se, Lombardore, che si aggiungerebbero a quelle già operanti di Leinì, Castellamonte e Rivarolo C.se; il fabbisogno di biomassa legnosa per alimentare tutte le centrali sopra elencate potrebbe ammontare a circa 200.000 t/anno, pari a circa 600 t/giorno;
tali volumi appaiono del tutto inverosimili (a meno che si pensi di desertificare il territorio) e lascia crescere nella popolazione limitrofa la paura che ad un certo punto si possa ricorrere ad altri generi di biomasse, finanche ai rifiuti: se il Ministro non ritenga opportuno assumere iniziative a livello normativo per stabilire dei parametri generali applicabili ai singoli territori, in base ai quali il numero di impianti a biomassa realizzabili in una data area in base al reale fabbisogno energetico del territorio ed alla effettiva disponibilità che lo stesso territorio può offrire in termini di materia necessaria e relativo utilizzo, anche in relazione alle normative sulla qualità dell’aria e preferendo comunque, ove possibile fonti rinnovabili meno impattanti; cosa intendano fare i Ministri interrogati, nell’ambito delle rispettive competenze, in merito alla evidente violazione da parte di queste tipologie di centrali della direttiva 96/62 CE e del successivo decreto legislativo n. 155 del 2012 di recepimento, soprattutto alla luce dei recenti studi dell’OMS sul rapporto tra inquinamento atmosferico e salute umana che hanno indotto il Commissario europeo all’ambiente ad un riesame della politica dell’Unione europea sulla qualità dell’aria che presto si tradurrà in una normativa più stringente. (4-03017)

LINK ATTO:

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=11727&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

by Alex C.

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