20/03/2014 – Fermiamo la speculazione delle centrali a biomasse


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Regioni esautorate, sulle centrali a biomasse deve pensarci il governo.

È questa, in estrema sintesi il senso della risoluzione votata questa mattina in Commissione Ambiente alla Camera. Una battaglia che da mesi il M5S sta combattendo, e finalmente dopo numerosi rinvii, siamo riusciti ad ottenere un atto concreto.
Le leggi regionali che hanno dato il via libera alla realizzazione di circa 1200 centrali in tutta Italia, tra quelle a biomassa e quelle a biogas, sono state negli ultimi anni impugnate, poi bocciate dalla Corte Costituzionale (è il caso delle Marche), ma nel frattempo gli impianti erano già costruiti e funzionanti.
Con l’atto votato questa mattina, si impegna il Governo ad acquisire il contenzioso giudiziario esistente, le autorizzazioni prodotte, spesso senza la Valutazione di impatto ambientale, nonostante la normativa europea preveda il contrario, a presentare entro 180 giorni alla Commissione ambiente e a quella delle attività produttive un dossier con lo stato dell’arte ed entro 30 giorni deve riferire su cosa intenda fare proprio per quelle regioni fuori legge in base alla direttiva comunitaria. In più crediamo che sia fondamentale applicare l’art 120 della Costituzione, anche se il governo ha ammesso ufficialmente che «è difficile» applicarlo. Non impossibile, attenzione, ma "difficile". E per questo, richiesta bocciata! Un governo degno di questo nome non si dovrebbe fermare di fronte ai problemi in quanto complicati, ma dovrebbe affrontarli e utilizzare tutti i mezzi a disposizione per la salvaguardia della salute pubblica che è un bene primario!
Una regolamentazione nel settore è necessaria, che deve porre fine a un far west intollerabile.
Anche dal punto di vista economico: solo l’anno scorso lo Stato ha speso 11,8 miliardi per costruire, incentivare e alimentare queste centrali che tra l’altro spendono 50 volte più del solare per produrre energia.
Le inadempienze delle regioni, poi, hanno anche fatto sì che si costruiscano centrali in zone già inquinate, dove dovrebbe essere vietato incrementare le emissioni. La situazione non viene sanata nemmeno quando, in conseguenza ai pareri dei tribunali, le regioni sono costrette a formulare modifiche alle proprie leggi. Tutto questo a discapito dei cittadini, che respirano le emissioni nella consapevolezza di aver subito un danno anche ingiusto. Danni sia di tipo sanitario che patrimoniale visto che inevitabilmente gli immobili localizzati nei pressi delle nuove centrali subiscono una diminuzione del loro valore e che le produzioni agricole, condotte magari con metodi biologici, possono anche perdere le certificazioni di qualità conquistate con anni di lavoro e impegno.
L’attenzione sul destino dei nostri territori continua, nei prossimi giorni ci saranno nuove deliberazioni.

Fonte -> http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2014/03/fermiamo-la-speculazione-delle-centrali-a-biomasse.html

by Alex C.

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